riride

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b. 1986, HK.

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ITA -La comprensione e la rappresentazione della dimensione che oggi viviamo ha subito un profondo cambiamento. I nuovi mezzi di comunicazione hanno imposto un'evoluzione del tipo di raffigurazione della società a cui eravamo abituati. Tutto ciò che ci circonda e che deve avere un qualsiasi tipo di interazione con l'utente viaggia sempre di più su uno schermo digitale ma con una velocità ormai immobile. I fotogrammi video veloci e ipnotici tipici dello strumento televisivo sono stati lentamente rallentati e ridotti a singole e distinguibili immagini. Oggi la focalizzazione non è racchiusa in una storia, in una descrizione ma ha raggiunto una distensione temporale molto breve: istantanea ed immediata come solo un' immagine può essere. La nostra quotidianità è ormai caratterizzata da recinzioni di pixel che guardiamo, catturiamo, modifichiamo, condividiamo, critichiamo, inseguiamo. Il prodotto viene sempre più acquistato d'impulso tramite una galleria fotografica, senza essere provato, indossato o testato. Il cibo non è solo gusto ma si assapora prima come una diapositiva cromatica in un equilibrio quasi artistico. Le persone che frequentiamo assumono un aspetto sempre più influenzato dalla tipologia che loro stessi costruiscono con i loro profili informatici. L' iconizzazione di stili di vita, di obbiettivi da inseguire, di risultati da promuovere si traduce in quadri dal sensazionismo fulmineo.  Riride si inserisce in questo processo comunicativo occupandosi del suo linguaggio: l'elaborazione di immagini che sintetizzino un pensiero. La cura della percezione visiva a cui il nostro occhio si sta adattando per interpretare la realtà più consona al suo organismo.

 

ENG - The understanding and representation of the dimension that we now live in has undergone a profound change. The new generation cutting edge media have imposed an evolution of the society’s representation that we were used to. Everything that surrounds us and needs any kind of interaction with the user has increasingly been transmitted throughout digital screen but with a speed now immobile. The fast and hypnotic video frames, typical television’s instruments, have progressively been slowed and reduced to individual and distinguishable images. Today the focus is not enclosed in a story, in a description but is captured in a brief time frame: instantaneous and immediate as only a picture can be. Our daily life is now characterized by pixels’ fences that we look, capture, edit, share, criticize, we pursue. The product is increasingly being bought on impulse through a photo gallery, without being tried, tested or worn. The food is not only taste but is savored first as a chromatic slide balanced almost artistically. The people we relate to are driven by their persona manufactured and portrayed on their online profiles.The iconization of lifestyles, goals to chase, results to promote translates into paintings of striking sensationalism. Riride imbeds in this communication process, taking care of his language: processing images that summarize a thought. The care of visual perception in which our eye is adapting to interpret reality more suited to his body.

CV available upon request.